Di te dice il mio cuore: «Cercate il suo volto»
ll tuo volto io cerco, o Signore
Dietro le fessure della roccia, dietro le sbarre del cancello, scrive l’autore del Cantico dei Cantici, lo Sposo si nasconde per vedere e osservare.
Dentro le fessure della roccia, la Sposa del Cantico, chiede allo Sposo di essere nascosta per poter ammirare il suo volto.
Il bisogno di Dio non dà tregua a nessuno. «Il nostro cuore è inquieto finché non riposa in Te!», esclamava Sant’Agostino. Ed il Salmista precisava: «Come terra assetata ed arida, come cerva che anela alle fonti della vita».
Se potessimo ascoltare il gemito delle cellule, il gemito delle molecole, e degli atomi, il gemito degli astri e dei venti e dei mari, il gemito della nostra carne, coglieremmo una sola invocazione. «Cerco il tuo volto, o Signore!».
Chi può riempire la brama dei secoli e chi può saziare la sete della carne se non Dio solo?
Lo sappiamo: tutti quelli che hanno fame e sete possono andare da Lui e mangiare la sua carne per avere la vera vita e bere il suo sangue per non soffrire mai più alcuna sete. «Voi stanchi ed oppressi – Egli dice – prendete e mangiate; venite alle sorgenti delle acque ed io vi ristorerò».
Nicola Giordano, “Quaresima – intimità divina”, Edizioni VivereIn, 1986









